mercoledì, luglio 26, 2006

Parliamo di Fotografia (Parte seconda)



Rubrica di fotografia subacquea (e non solo) a cura di Vittorio.

E’ giusto pensare ad un sistema tecnologico che ci assista e ci aiuti a raggiungere gli obbiettivi prefissati ,ma quando questo , da solo sceglie i parametri essenziali e non ci permette di interagire con esso crea una sorta di marasma .
Alex ha ragione nella sua osservazione , ma confonde aggiornarsi con stare al passo coi tempi , se paragoniamo la fotografia classica a quella digitale infatti, non si riesce a capire quale sia il pendolino e la locomotiva , si sa solamente qual è il più veloce.
SE nel sistema tradizionale NOI ci aggiorniamo imparando una materia nuova, fatta di matematica, fisica , arte e creatività , nel digitale sostituiamo le prime con l’ultima novità tra le fotocamere o software , e sfido chiunque a spiegarmi come faccia un programma , in modo tangibile intendo, a correggere , migliorare o comunque a modificare una foto.
Ovviamente l’impoverimento culturale non lo troviamo soltanto nel panorama fotografico, ma ovunque , condividendo la replica di Mauro , auguro di non trovarci un domani su Marte impossibilitati a qualunque azione perché non disponiamo dell’ultima news tecnologica.
Sempre in riferimento alle repliche del post precedente , ed entrando nel merito del foto-sub, le difficoltà legate ad una buona immagine sono molteplici , vediamo quindi di cominciare ad addentrarci nell’argomento.
Prima di immergerci certamente avremmo fatto alcuni scatti di prova con la nostra fotocamera memorizzando le funzioni dei tasti principali , macro, zoom+_ ,flash auto , forzato , lampo di schiarita, selettore di esposizione ecc.
Scendendo in immersione tutto diventa più difficile, l’assetto è fondamentale con conseguente aumento del consumo d’aria , un piccolo soggetto poi, non vi aspetterà per ore , quindi rapidità ed azione diventano capacità importantissime e questo in soli pochi metri d’acqua , non pensiate poi di essere immuni alla narcosi nelle immersioni profonde dove pochi tasti possono diventare incasinati come quelli di un pianoforte .
Sott’acqua un valido compagno diventa maggiormente importante durante la ripresa fotografica; mentre voi aggeggiate con i pulsanti ,aumentando il livello di stress ,sarà lui il più delle volte ad indicare ed illuminare i bersagli , per questo motivo le foto dovranno essere anche argomento di riflessione tra compagni , tanto da capirsi meglio e subito.
L’altra volta ho aperto il post con la foto di una prorompente sirena che non è ,PURTROPPO, un gadget di questo improbabile “corso” ,ma ha acceso piacevolmente un interesse sul tema . Vediamo ora le osservazioni alle prossime immagini.

Vittorio (Archimede)

Fotografia subacquea e dintorni

Mi permetto di scrivere anch’io qualche riga sul nuovo argomento e prossima rubrica curata da chi se ne intende sicuramente di più, ma pur non essendo un esperto fotografo, molti anni fa mi sono divertito a fare qualche scatto con una reflex, vari obbiettivi e filtri, curando: tempi di esposizione, regolazione diaframma, profondità di campo, controluce ecc.ecc. poi la passione si affievolì, dettata maggiormente dal costo esagerato che avrei dovuto affrontare per stare al passo dell’innovazioni, oltre alle spese di sviluppo e stampa.

L’avvento del digitale, inizialmente costoso ma oggi molto più economico ha fatto si che chiunque ne abbia voglia, possa effettuare una serie di foto in modo abbastanza soddisfacente e senza troppo impegno, con una modesta fotocamera digitale.
Naturalmente è anche possibile fornire alla digitale una custodia subacquea e portarla con se durante le immersioni per immortalare quello che c’è di bello nei fondali e riportarlo a casa per vederlo nel nostro PC ed eventualmente farne delle stampe. Ma da qui a definirsi fotografi ce ne vuole, infatti a volte
, quello che vediamo nella realtà, si trasforma in qualcosa di diverso quando scattiamo la foto, maggiormente per le foto subacquee, dove luce, riflessi e ombre, sono molto più difficili da gestire. (ho fatto 3 rullini nel mar rosso con una macchinetta automatica e di 100 foto ne ho tenute circa 30!!!)

Poi c’è da dire che per scattare fotografie in profondità bisogna curare un assetto perfetto, oltre che concentrarsi maggiormente sul soggetto scelto e a volte attendere l’attimo giusto, ovvero ci distacchiamo, senza accorgersi, da tutti gli altri importanti aspetti dell’attività che stiamo svolgendo.
Se per esempio abbiamo un compagno poco esperto, è matematicamente impossibile poter essere liberi da vincoli e dedicarsi a pieno alla fotografia durante la nostra immersione rimanendo in sicurezza, inoltre, specialmente all’inizio dell’attività fotografica, rischiamo di voler fotografare tutto e tutti sguizzando qua e là come pesci consumando un sacco d’aria! (garantisco per esperienza personale!!)

Con questo, non voglio dire che la fotografia non sia un’affascinante variante della subacquea, ma semplicemente, a mio parere, non è così facile fare “click”!! …se poi uno si accontenta allora “NO ES PROBLEMA” ognuno si riporta a casa, soddisfatto, le proprie opere d’arte!!

Vorrei concludere dicendo:
1)
per la mia digitale purtroppo non è prevista la custodia stagna,
2)
le foto belle le lascio fare a quelli bravi come Archimede e Barbiero,
3)
preferisco creare delle vignette a tema da pubblicare sul BLOG.
4)
mi diverto anche a giocare con la grafica digitale e il fotoritocco (vedi foto sotto)




Ale (ìLuce)

venerdì, luglio 21, 2006

PARLIAMO DI FOTOGRAFIA


Rubrica di Fotografia Subacquea (e non) a cura di Vittorio (Archimede).


Non è e non vuole essere un corso di fotografia per sub , ma una riflessione sul sistema uomo-ambiente-mezzi tale da permetterci un miglior avvicinamento a questa specialità. Confido nella partecipazione dei lettori per fornire opinioni e spirito critico, perché è così , con i quesiti ,le osservazioni che ogni uomo ha da sempre cercato nuove risposte.
I numeri indicano che la fotografia subacquea è in netta espansione ,con l’avvento del digitale infatti , la fotografia negli ultimi anni , ha avuto una diffusione di tipo esponenziale , la soluzione delle scafandrature per le fotocamere infatti ha permesso cioè anche a chi possedeva una qualsiasi digitale di portarla con sé sott’acqua con una modica spesa aggiuntiva , impensabile prima con i sistemi a pellicola espressamente dedicati (tipo nikonos).Ciò che è accaduto , però, è stato anche un impoverimento culturale della tecnica di ripresa ; col digitale scattiamo innumerevoli fotogrammi che vediamo direttamente sul display in tempo reale e aggiustiamo di conseguenza l’esposizione e/o l’inquadratura. Una volta scaricate le immagini sul PC di casa, le ritagliamo, schiariamo, rivediamo i contrasti e le zone d’ombra e se non basta a renderle accettabili le camuffiamo con effetti “creativi” , si dice così, con l’effetto spot o bianco e nero oppure seppiato, come fossero foto dell’altro secolo, tanto diverse dall’originale che alla fine dovremmo chiederci cos’è e di chi è quell’immagine sotto i nostri occhi.
Foto-Grafia significa scrivere con la luce e come diceva una vecchia reclame “fotografia :una finestra sulla tua fantasia” . Chi conosce il sistema a pellicola, sa quanto sia importante l’inquadratura, la sensibilità della pellicola in uso e di che tipo sia, b/n dia colore hanno caratteristiche totalmente differenti , anche tra pellicole della stessa categoria, e rispondono in modo completamente diverso ai chiaroscuri, inoltre, non si possono cambiare , salvo casi particolari, durante una ripresa e , i risultati non si possono vedere finquando le foto non sono uscite dal laboratorio di fiducia dove si coglie l’occasione per discuterne e ottenere preziosi consigli dal fotografo professionista in modo da formare piano piano ,pezzo dopo pezzo il nostro corredo, parallelamente al nostro background .
Questa prima parte del discorso termina qui, invitandovi a commentare, in modo da addentrarmi e indirizzarmi nei prossimi argomenti .

Vittorio (Archimede)